lunedì 30 maggio 2016

COSA SI INTENDE PER DIETA MEDITERRANEA

COSA SI INTENDE PER DIETA MEDITERRANEA
La definizione più esaustiva di dieta mediterranea è quella fornita dal Keys secondo il quale essa si compone di abbondanti quantità di alimenti di origine vegetale come pane, pasta, verdure, legumi, frutta, olio di oliva come principale fonte di grassi quantitativi moderati di pesce, pollame, latticini, uova; solo piccole quantità di carne rossa; moderata quantità di vino associata al pasto. Questa dieta è ad elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi, contenuti principalmente nell’ olio di oliva, ed è a basso contenuto di acidi grassi saturi.
Tra i maggiori fattori di protezione per il rischio cardiovascolare, presenti nella dieta mediterranea, vi sono l ‘elevato apporto di fibre e di grassi vegetali, il basso contenuto di acidi grassi trans ed un moderato consumo di alcol.
I prodotti che compongono la dieta mediterranea sono per lo più ricchi di molecole bioattive che svolgono azione protettiva sull’ uomo.
La piramide alimentare simbolo della dieta mediterranea che una base abbastanza grande sulla quale si dispongono gli alimenti che vanno consumati quotidianamente, procedendo verso il vertice si trovano gli alimenti che non vanno esclusi ma consumati sporadicamente. 
Attraverso studi di osservazione sulle popolazioni del Mediterraneo si è potuto evidenziare come in associazione ad una dieta mediterranea si riduce la mortalità in generale, la mortalità e l’incidenza di malattia cardiovascolare, tumore, morbo di Parkinson e morbo di Alzheimer.
Tale azione protettiva della dieta mediterranea può essere riassunta dalla combinazione delle diverse componenti, che vanno ad ottimizzare l’effetto di tutti meccanismi che intervengono nel processo di prevenzione dell‘ aterosclerosi (quadro lipidemico, pressione arteriosa, sensibilità insulina, stress ossidativo, disfunzione endoteliale).
L’ aterosclerosi è un lento processo caratterizzato da alterazioni riconducibili a tre fattori principali: la displipidemia aterogena, la stato trombofilo, ed un infiammazione sub clinica). Lo studio greco ATTICA ha evidenziato che soggetti che assumono piu pesce hanno valori bassi di PCR, dell’IL-6 e del TNF-? che sono indici di flogosi. Anche il consumo di fibre vanno a modificare positivamente il valore della PCR. Inoltre i composti fenolici dell‘ olio di oliva e l’acido oleico, i composti fenolici del vino, il resveratrolo sono sostanze con azione antiaterogeno. Tutti queste dimostrazioni possono mettere in evidenza l’importante ruolo antinfiammatorio della Dieta Mediterranea e di come queste molecole bioattive sono in grado di modificare le concentrazioni plasmatiche del colesterolo, determinando in modo particolare un aumento del Colesterolo HDL



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