lunedì 30 maggio 2016

COSA SI INTENDE PER DIETA MEDITERRANEA

COSA SI INTENDE PER DIETA MEDITERRANEA
La definizione più esaustiva di dieta mediterranea è quella fornita dal Keys secondo il quale essa si compone di abbondanti quantità di alimenti di origine vegetale come pane, pasta, verdure, legumi, frutta, olio di oliva come principale fonte di grassi quantitativi moderati di pesce, pollame, latticini, uova; solo piccole quantità di carne rossa; moderata quantità di vino associata al pasto. Questa dieta è ad elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi, contenuti principalmente nell’ olio di oliva, ed è a basso contenuto di acidi grassi saturi.
Tra i maggiori fattori di protezione per il rischio cardiovascolare, presenti nella dieta mediterranea, vi sono l ‘elevato apporto di fibre e di grassi vegetali, il basso contenuto di acidi grassi trans ed un moderato consumo di alcol.
I prodotti che compongono la dieta mediterranea sono per lo più ricchi di molecole bioattive che svolgono azione protettiva sull’ uomo.
La piramide alimentare simbolo della dieta mediterranea che una base abbastanza grande sulla quale si dispongono gli alimenti che vanno consumati quotidianamente, procedendo verso il vertice si trovano gli alimenti che non vanno esclusi ma consumati sporadicamente. 
Attraverso studi di osservazione sulle popolazioni del Mediterraneo si è potuto evidenziare come in associazione ad una dieta mediterranea si riduce la mortalità in generale, la mortalità e l’incidenza di malattia cardiovascolare, tumore, morbo di Parkinson e morbo di Alzheimer.
Tale azione protettiva della dieta mediterranea può essere riassunta dalla combinazione delle diverse componenti, che vanno ad ottimizzare l’effetto di tutti meccanismi che intervengono nel processo di prevenzione dell‘ aterosclerosi (quadro lipidemico, pressione arteriosa, sensibilità insulina, stress ossidativo, disfunzione endoteliale).
L’ aterosclerosi è un lento processo caratterizzato da alterazioni riconducibili a tre fattori principali: la displipidemia aterogena, la stato trombofilo, ed un infiammazione sub clinica). Lo studio greco ATTICA ha evidenziato che soggetti che assumono piu pesce hanno valori bassi di PCR, dell’IL-6 e del TNF-? che sono indici di flogosi. Anche il consumo di fibre vanno a modificare positivamente il valore della PCR. Inoltre i composti fenolici dell‘ olio di oliva e l’acido oleico, i composti fenolici del vino, il resveratrolo sono sostanze con azione antiaterogeno. Tutti queste dimostrazioni possono mettere in evidenza l’importante ruolo antinfiammatorio della Dieta Mediterranea e di come queste molecole bioattive sono in grado di modificare le concentrazioni plasmatiche del colesterolo, determinando in modo particolare un aumento del Colesterolo HDL



LA DIETA MEDITERRANEA E LE EVIDENZE SCIENTIFICHE DEI BENEFICI

LA DIETA MEDITERRANEA E LE EVIDENZE SCIENTIFICHE DEI BENEFICI
Il termine “DIETA” si riferisce alla parola greca”stile di vita”, ossia insieme di fattori tramite i quali le popolazioni del mediterraneo hanno creato un giusto connubio tra il territorio  e le tradizioni di produzione, legate ad un organizzazione sociale che ruota intorno alla azione del cibo e dei suoi significati.
La dieta mediterranea non a caso è stata denominata Patrimonio Immateriale dell’Umanità essendo sviluppata su tradizioni, pratiche di produzione di alimenti e preparazione di pietanze che arrivano alle nostre tavole.
La dieta mediterranea può rappresentare un modello di alimentazione a cui si fa riferimento da lungo tempo che non ha subito modifica alcuna dal momento in cui ne è stata considerata l’importanza.
Il cibo svolge innumerevoli significati e la dieta mediterranea ne è un esempio lampante.
Si compone non a caso dei prodotti di produzione del territorio, è sinonimo di interazione delle comunità, del rispetto delle tradizioni, dei miti e delle manifestazione a carattere religioso e popolare.
Il dato da non sottovalutare e che, più di tutti, ne dà rilevanza sia in termini salutari che nella caratterizzazione di modello unico è la biodiversità e il rispetto per il territorio, la rispettiva valorizzazione.
I prodotti che caratterizzano la dieta mediterranea sono entrati a far parte di menu tipici ed apprezzati da popolazioni locali e non, considerate le alte qualità organolettiche e nutrizionali.
Inoltre non va trascurato il significato più profondo della rilevanza della famiglia, del riunirsi insieme come comunità.
I prodotti che la compongono sono in oltre il frutto di attività e mestieri che nel passare dei secoli hanno rispettato i processi di produzione, tramandati da generazioni, quali pesca, allevamento, agricoltura, procedimenti di conservazione, trasformazione, preparazione.
Sin dagli anni successivi al dopoguerra erano ben note le associazioni tra dieta e salute. Il concetto di dieta mediterranea è sorto negli anni’60 grazie al lavoro di Ancel Keys, medico statunitense, che studiando le abitudini alimentari degli Americani e delle popolazioni del Mediterraneo, aveva notato come il valore della mortalità per malattie gastrointestinali e cardiovascolari fosse più alto negli Stati Uniti e nei paese del Nord Europa rispetto alle popolazioni del Mediterraneo. Senza dubbio la causa di quanto osservato e constatato era da ricercarsi nelle abitudini alimentari; i paesi del Mediterraneo, soprattutto Italia, Grecia e Spagna si nutrivano con frutta e verdure fresche, olio di oliva, pane e pasta con frequenza, accompagnati da qualche bicchiere di vino a differenza degli altri per i quali era elevato il consumo di grassi. Secondo le sue intuizioni il differente tasso di mortalità per cardiopatia ischemica è da ricercarsi nell’ assunzione di olio di oliva, che contrasta i grassi animali abbassando i livelli di colesterolo e il consumo di vino rosso, che si rivela un potente fattore protettivo grazie al suo apporto di bioflavonoidi dai notevoli effetti antiossidanti. La dieta mediterranea confrontata con altre tipologie di diete è quella che diversi studi definiscono migliore sia nel prevenire malattie a carattere cardiovascolare, sia nella prevenzione di patologie a carattere oncologico essendo povera di grassi, ricca di fibre nonché frutta e verdura, con numerevoli quantità di sostanze antiossidanti


Numerosi studi di osservazione hanno infatti dimostrato che un elevato consumo di grassi in generale e colesterolo possono associarsi a rischio cardiovascolare, poichè sono causa di numerosi fattori che lo determinano

LA DIETA MEDITERRANEA

INTRODUZIONE
Il Consorzio Sinergia Italiana è stato costituito il 3 luglio 2013 ed è il frutto della coesione di diverse figure professionali che hanno come scopo unitario l’offerta di servizi.
In quest’ottica, il Consorzio, valuta l’opportunità di sviluppare progetti utili alla divulgazione della cultura, delle bellezze e alle tradizioni che sono l’economia del nostro territorio di appartenenza, la Regione Campania.
Un grande esempio ci è stato mostrato dalle iniziative che la Regione Campania ha presentato con successo all’EXPO 2015 di Milano.
La Regione ha valorizzato di fatto le eccellenze locali, sensibilizzando i visitatori sul grande valore intrinseco che la dieta mediterranea ha per la salute, la cultura, lo sviluppo e il rilancio del territorio.
Come noto, la Campania vanta ben sette riconoscimenti dell’UNESCO, di cui sei siti culturali:
* Napoli Centro storico; Reggia di Caserta;
* Pompei Ercolano e Oplonti;
* Costa di Amalfi;
* Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano;
* Benevento luoghi del potere Longobardo
e un patrimonio culturale immateriale dell’umanità:
* la Dieta Mediterranea;
quest’ultima oltre alla Comunità del Cilento per l’Italia, comprende anche le Comunità di Soria per la Spagna; di Koroni per la Grecia e di Chefchaouen per il Marocco.

Partendo proprio da quest’ultima, la Regione Campania ha sempre mostrato un interesse particolare per questo riconoscimento che l’Unesco ha conferito nel 2010, istituendo una legge ad hoc (N. 6 DEL 30 MARZO 2012) sul RICONOSCIMENTO DELLA DIETA MEDITERRANA.
La suddetta legge, all’art. 3 istituisce l’Osservatorio regionale per la dieta mediterranea, assegnandole varie funzioni con lo scopo di valorizzare questo nostro patrimonio immateriale, e senza dubbio l’EXPO è stato un grande trampolino di lancio per convogliare varie iniziative in questo senso.
Partendo proprio dal testo della Legge Regionale n. 6 del 30 marzio 2012 (in particolare dall’art. 1 Finalità e l’art. 2 Obiettivi) e dall’impegno che l’Osservatorio ha avuto nell’organizzare l’evento EXPO che noi del Consorzio Sinergia Italiana abbiamo deciso di presentarvi questo progetto.
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domenica 29 maggio 2016

Tecnoimpianti di Angelo Mastrangelo

Tecnoimpianti di Angelo Mastrangelo

     

IMPIANTI - MANUTENZIONE - ASSISTENZA

  • Idraulico - Riscaldamento - Gas
  • Climatizzazione
  • Antincendio
  • Depurazione
  • Irrigazione
  • Enti pubblici - Privato - Condominiale
  • Civile - Industriale - Stradale
Impresa certificata C, D, E, G D.M. 37/08
Installazione, manutenzione, ampliamento e trasformazione di impianti idrosanitari.
Dal 02/03/2009:
Installazione, manutenzione, ampliamento e trasformazione di impianti di riscaldamento, gas e antincendio, limitatamente alla parte idraulica, (lett.c-e-g).
Dal 01/05/2010:
Lavori edili di manutenzione, rifacimento intonaci, lavori di giardinaggio e di manutenzione del verde, lavori di intonacatura e stuccatura, posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili, porte blindate, rivestimenti di pavimenti e di muri, tinteggiature, realizzazione di coperture e piccoli lavori di manutenzione e di riparazioni di immobili.
Dal 30/08/2012:
Installazione, manutenzione, ampliamento e trasformazione di impianti di riscaldamento e condizionamento (ad esclusione degli impianti di refrigerazione), idrosanitari, a gas ed antincendio (lett. C-D-E-G del D.M. 37/08).

- PRONTO INTERVENTO -

Impignorabilità immobile

Impignorabilità immobile

     
IMPIGNORABILITA’ DELL’IMMOBILE OGGETTO DI ESECUZIONE IMMOBILIARE
Vi è assoluta impignorabilità dell’immobile oggetto di esecuzione ove è costituito in fondo patrimoniale.
Il bene immobile pignorato è assolutamente vincolato quando si è costituito un fondo patrimoniale ai sensi e per gli effetti dell’art. 167 e ss del c.c. in virtù di atto pubblico stipulato e  registrato .
L’atto di costituzione del fondo patrimoniale, deve essere regolarmente trascritto nei registri della Conservatoria Immobiliare  vi deve essere annotazione del fondo a margine dell’atto di matrimonio  come previsto dall’art. 162 c.c.condizione che assicura l’assoluta opponibilità del fondo ai creditori e la impignorabilità dei beni oggetto del fondo patrimoniale.

Mediazione

Mediazione

     
Il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (decreto “del fare”, convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) ha ripristinato il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010.
In tal modo sono state riportate in vigore le disposizioni dichiarate incostituzionali con sentenza n. 272/2012 della Corte costituzionale e sono state introdotte altresì nuove norme che si indicano sinteticamente di seguito:
È stato inserito un criterio di competenza territoriale per la presentazione della domanda
La procedura di mediazione può procedere solo a seguito del consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare di programmazione
Solo lo svolgimento dell'incontro preliminare di programmazione è condizione di procedibilità (per le materie indicate) e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell'istanza a costi massimi molto contenuti
Gratuità del primo incontro di programmazione in caso di mancato accordo
Le controversie di Rc auto sono escluse dalle materie per cui è previsto l'incontro di programmazione, mentre sono state aggiunte le controversie in tema di risarcimento del danno derivante da responsabilità (non solo medica ma più ampiamente) sanitaria
Il giudice può ordinare, e non solo invitare, alle parti di procedere alla mediazione
La durata massima dell'intera procedura è stata ridotta a 3 mesi
Gli avvocati sono mediatori di diritto ed hanno l’obbligo di aggiornamento professionale
Gli avvocati assistono le parti durante l’intera procedura di mediazione
Nuova disciplina in tema di efficacia esecutiva dell’accordo di mediazione
Le nuove disposizioni in materia di mediazione si applicheranno decorsi trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del d.l. 69/2013, cioè dal 20 settembre 2013.

Sanzioni amministrative - prescrizione

Sanzioni amministrative - prescrizione

     
"In tema di sanzioni amministrative, la consegna del verbale di accertamento all'ufficiale giudiziario per la notifica non è idonea ad interrompere il decorso del termine di prescrizione quinquennale del diritto alla riscossione previsto dall'art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689, dovendosi ritenere che il principio generale - affermato dalla sentenza n. 477 del 2002 della Corte cost. -secondo cui, quale che sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell'affidamento dell'atto all'ufficiale giudiziario, non si estenda all'ipotesi di estinzione del diritto per prescrizione, in quanto, perché l'atto produca l'effetto interruttivo del termine, è necessario che lo stesso sia giunto alla conoscenza (legale, non necessariamente effettiva) del destinatario. (Cass. civ. Sez. II, 24/04/2010, n. 9841)"

Errata segnalazione Centrale Rischi Banca D'italia responsabilità banca intermediaria

Errata segnalazione Centrale Rischi Banca D'italia responsabilità banca intermediaria

     
Il 2013 si è aperto con un nuovo ed importante colpo inferto al sistema bancario italiano, il quale, a fronte di una crisi economica che sta strangolando famiglie ed imprese, continua sovente a dimostrarsi indifferente e senza scrupoli, nei confronti dei malcapitati clienti.
Una delle tante manifestazioni di “strapotere” che caratterizzano le banche italiane, infatti, è rappresentata dall’uso strumentale della cosiddetta “segnalazione” alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.
La Centrale dei Rischi, com’è noto, è un sistema informativo sull'indebitamento della clientela nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari, vigilati dalla Banca d'Italia. Attraverso tale servizio centralizzato dei rischi, la Banca d'Italia fornisce agli intermediari partecipanti al sistema un' informativa utile per la valutazione del merito creditizio della clientela e, in generale, per l'analisi e la gestione del rischio di credito. Si tratta, dunque, di uno strumento pensato dal Legislatore in funzione di un interesse pubblico, quello della tutela del risparmio, attraverso una valutazione della solvibilità dei richiedenti il credito.
A fronte di tale interesse pubblico, è evidentemente un’opzione che impone estrema cautela nel suo utilizzo, perché  in grado di innescare un “meccanismo a catena”, particolarmente dannoso per il cliente, per una serie di ragioni. In primo luogo, perché determina l’esclusione, dal sistema del credito, di un soggetto, per esempio un’impresa, che fa dell’accesso al credito, una condizione indispensabile per la propria sopravvivenza. In secondo luogo, e a maggior ragione, per il fatto che, l’istruttoria per l’accertamento della posizione o meno di sofferenza del credito, viene effettuata unilateralmente, senza che vi partecipi, in qualche forma di contraddittorio, l’imprenditore interessato.
Le banche, dunque, nel comunicare alla Banca d’Italia le esposizioni debitorie extra-affidamento, così come rilevate dagli e/c bancari, si assumono ogni rischio connesso alla veridicità degli stessi.
Ne consegue, soprattutto, che l’illegittima o errata segnalazione da parte della Banca, costituisce un danno, ingiustamente arrecato al cliente, sotto diversi profili.
Sul punto, esiste una consolidata giurisprudenza. In particolare, è stato stabilito che la responsabilità della Banca segnalante in caso di comunicazione erronea alla Centrale dei Rischi sembra potersi ricondurre, innanzitutto, nell’ambito di una responsabilità da false informazioni, in ordine alla quale è pacificamente riconosciuto il diritto al risarcimento del danno (ex multis Cassazione civile sez. I, 24 maggio 2010, n. 12626).

GUIDA ALLE NORME DEL DECRETO FARE E LAVORO CHE PREVEDONO INCENTIVI E FINANIZAMENTI PER LE PMI.

GUIDA ALLE NORME DEL DECRETO FARE E LAVORO CHE PREVEDONO INCENTIVI E FINANIZAMENTI PER LE PMI.

     
Breve guida alle misure previste dai Decreto Fare e Decreto Lavoro  a favore del sistema delle piccole e medie imprese: rafforzamento del Fondo di Garanzia per le PMI, nuovi finanziamenti per gli investimenti produttivi, incentivi ad autoimpirenditorialità, innovazione, ricerca e sviluppo.
Fondo di Garanzia
Articolo 1 del Decreto Fare (Dl 69/2013, convertito con la legge 98/2013): incrementata all’80% la garanzia direttadel Fondo PMI per operazioni di anticipazione di credito, senza  cessione  dello stesso, verso imprese che vantano crediti nei confronti di  pubbliche amministrazioni, operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi, operazioni verso imprese ubicate in aree di crisi (per le operazioni fino a 500mila euro la copertura è del 50%). Estensione della copertura anche ai professionisti. Sono infine previste la semplificazione delle procedure e delle modalità di presentazione delle richieste attraverso un maggior ricorso a modalità telematiche.
Finanziamento investimenti
Articolo 2 del Decreto Fare: finanziamenti e contributi a tasso agevolato per micro imprese e PMI che investono, «anche attraverso operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo compresi «gli investimenti in hardware, in software e in tecnologie digitali. Sono finanziamenti quinquennali concessi dalle banche, da erogare entro dicembre 2016 (massimo 2 milioni di euro per ogni azienda). Ai beneficiari, un contributo del Ministero come agevolazione sugli interessi. Modalità e requisti arriveranno con apposito decreto del MiSE.
Incentivi autoimprenditorialità
Articolo 3, comma del Decreto Lavoro (Dl 76/2013 convertito con la legge 99/2013). In arrivo 80 milioni in 3 anni per sostenere autoimprenditorialità e autoimpiego nel Mezzogiorno. I fondi sono così suddivisi: 26 milioni per il 2013, altrettanti per il 2014 e 28 milioni per il 2015. Il sostegno va alle iniziative previste dal Dlgs 185/2000: nuove imprese o ampliamento di imprese giovanili già esistenti, l’autimpiego riguarda invece forme di lavoro autonomo, e comprende anche il franchising.
Assunzioni agevolate
Articolo 1 del Dl Lavoro: per tutte le imprese che assumonogiovani con particolare riguardo a quelle del Mezzogiornoè previsto un incentivo (un terzo della retribuzione lorda ai fini previdenizali, per 18 mesi, fino a un massimo di 650 euro al mese) per chi assume giovani fino a 29 anni senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi oppure privi di un diploma superiore o professionale.

Srl a un euro
Semplificazione nel Dl Lavoro, che elimina la barriera dei 35 anni di età per aprire le nuove srl a un euro. In pratica, sono state abolite le srl a capitale ridotto, che confluiscono nelle srl semplificate, aperte agli imprenditori di tutte le età. Sono state di conseguenza semplificate altre norme relative alle srl a un euro. Quanto alle start up innovative, introdotte con il decreto crescita bis del 2012, la novità più importante (prevista sempre dal Dl lavoro), consente l’ingresso di società di capitale fin dall’inizio.

Dott. Salvatore De Prisco
Consulente aziendale

Un Piano Europeo per rilanciare l’imprenditorialità

Un Piano Europeo per rilanciare l’imprenditorialità

     
La Commissione UE ha presentato il Piano d’azione europeo “Imprenditoria 2020″ per favorire la nascita di nuovi imprenditori. Per tornare a crescere l’Unione Europea punta dunque sulla imprenditorialità visto che, con 4 milioni di posti di lavoro creati ogni anno, infatti, le nuove aziende – in particolare le PMI – rappresentano il principale fattore di impulso occupazionale.
In Europa gli ostacoli e i deterrenti per lo spirito imprenditoriale non mancano: riprendere a crescere significa superare l’attuale sfiducia tra i potenziali nuovi imprenditori, creando per loro un ambiente favorevole al business.
Sotto questo aspetto esiste un ritardo culturale che va colmato: soltanto l’11% degli europei sono imprenditori, mentre il 40% circa vorrebbe avere un lavoro autonomo a differenza di paesi come USA e Cina, dove la metà della popolazione vorrebbe lavorare in proprio.
La Commissione Europea, pertanto, si ripropone di attuare una serie di misure in sei differenti ambiti.
1. Accesso ai finanziamenti: si vuole creare un mercato europeo per il micro-credito e semplificare la fiscalità sugli investimenti diretti privati.
2. Sostegno durante le fasi cruciali dell’attività aziendale: visto che il 50% delle aziende fallisce entro i primi cinque anni di vita, gli Stati membri devono dedicare maggiori risorse per aiutare le nuove imprese a superare questo periodo critico (formazione manageriale, coaching per ricerca e sviluppo, networking con colleghi e potenziali fornitori e clienti).
3. Sviluppo di nuove opportunità di business dell’era digitale: le PMI crescono 2-3 volte più velocemente quando abbracciano l’ICT. Il supporto per le start-up web-based e il miglioramento di competenze può aiutare sia le aziende digitali così come quelle tradizionali:
4. Trasferimenti di proprietà delle imprese più facili: ogni anno circa 450.000 imprese con 2 milioni di dipendenti cambiano proprietari in tutta Europa, cosa che comporta la perdita di circa 150.000 imprese con 600.000 posti di lavoro. La Commissione propone di rimuovere gli ostacoli alle vendite transfrontaliere online e di snellire le procedure per avviare, cedere, trasmettere o riavviare un’azienda.
5. Aiuto alle nuove imprese nel superare problemi finanziari temporanei e offrire agli imprenditori onesti un’altra possibilità dopo il fallimento – il “secondo tentativo” ha più successo.
6. Semplificazione amministrativa: l’obiettivo è rafforzare l’impegno a ridurre gli oneri e i pesi burocratici che gravano sulle aziende. I paesi europei già collaborano nel quadro dello Small Business Act per ridurre gli oneri burocratici che gravano sulle imprese. Il nuovo piano d’azione renderà queste regole comuni ancora più efficaci per le piccole imprese.
La Commissione UE intende inoltre promuovere l’imprenditorialità in segmenti specifici della popolazione istituendo programmi ditutoraggio, consulenza e sostegno per donne, anziani, migranti, disoccupati, giovani i e altri imprenditori potenziali.  La Commissione agirà in stretta collaborazione con i governi dei paesi membri, le associazioni imprenditoriali e gli stakeholders per definire un piano di attuazione delle proposte:
la situazione per gli imprenditori è infatti diversa da paese a paese. Condividere le buone pratiche e coordinare gli sforzi può essere più utile che lavorare individualmente a soluzioni in ciascuno Stato membro.

Marketing: dieci piccoli consigli per le piccole imprese

Marketing: dieci piccoli consigli per le piccole imprese

     
Le strategie e le soluzioni marketing vengono generalmente utilizzate per informare e promuovere prodotti e servizi, creano un collegamento profittevole tra azienda e cliente finale.
In questo decalogo vogliamo fornire alcuni rapidi suggerimenti per migliorare il piano di marketing di una piccola azienda, adottando soluzioni alla portata di ogni PMI.
1. Buddy marketing: l’unione fa la forza
Il buddy marketing può essere una soluzione efficace per raggiungere dei clienti potenziali.
È necessario muoversi in partnership con un’altra piccola azienda, magari che offre servizi complementari. Un esempio: aggiungere un biglietto da visita della propria azienda alla brochure di un partner e viceversa. Questo permetterà a entrambi di accedere a un bacino di potenziali clienti.
2. Gadget
Una buona idea è allegare adesivi o piccoli gadget alla posta aziendale. È importante poi assicurarsi che gli adesivi siano al di fuori della busta in modo che catturino immediatamente l’attenzione.
3. Slogan
Scegliere lo slogan più efficace da diffondere e stamparlo su un flyer. Uno dei fattori chiave è la lunghezza del messaggio, che dovrebbe essere il più breve e comunicativo possibile. L’ efficacia del messaggio può veicolare molto traffico verso il sito web dell’azienda.
4. Messaggi telefonate
Invece della solita musichetta durante l’attesa telefonica, si può registrare un messaggio su nuove offerte o nuovi prodotti. Ovviamente il messaggio deve essere breve e accattivante. Includere una data di scadenza per l’offerta poi, è un modo per invogliare il cliente a chiedere informazioni.
5. Fidelizzazione
Una volta che un cliente effettua un acquisto, proporre un’offerta su un altro prodotto potrebbe essere un buon modo perfidelizzarlo. Si può anche pensare di regalare un buono sconto sul prossimo acquisto o di proporre offerte personalizzate.
6. Eventi
Ospitare un evento è di moda, ed è un ottimo modo per allargare clientela e contatti. Anche organizzare workshop è una buona idea, ma in tal caso è meglio restringere il numero dei partecipanti e far pagare una piccola quota di iscrizione.
 7. Email
In tutte le email inviate va inserita la pubblicità dell’azienda o una brochure. In questo modo non ci saranno spese aggiuntive legate alla produzione del materiale cartaceo.
8. Newsletter
Vendere a un cliente abituale costa sei volte in meno che procacciarsi nuovi clienti. Per questo per esempio si utilizzano le newsletter, per vendere i propri prodotti a un cliente abituale o aggiornarlo su servizi e offerte. Economico ed efficace.
9. Scambiare prodotti e servizi
Favorire lo scambio di prodotti/servizi con un’altra PMI che ha lo stesso target. Ad esempio offrire il proprio prodotto in cambio di uno spazio pubblicitario o in cambio di altri prodotti e servizi.
10. Approccio sempre aggiornato
Non sempre l’approccio marketing utilizzato funziona nel tempo. I clienti si abituano in fretta al tipo di comunicazione e perdono la curiosità. È importante quindi cambiare spesso tattica per attirare l’attenzione. Il calcolo del ritorno in acquisti e brevi interviste ai clienti aiutano a capire se la strategia intrapresa è quella giusta.

Guida breve per l’ accesso al credito

Guida breve per l’ accesso al credito

     
Di seguito spiegheremo brevemente alcune nozioni sul credito con lo scopo di fornire uno strumento informativo ed operativo utile per le imprese, espresse con un linguaggio chiaro, utili per interagire al meglio con gli attori del credito quali Banche e Finanziarie.
Ricordiamo che le imprese per ottenere credito, oltre che rivolgersi al sistema bancario (anche tramite confidi), possono ricorrere a strumenti di finanza agevolata (contributi a fondo perduto, contributi in c/interessi, ecc.).
Pertanto, consigliamo agli interessati di informarsi sempre con professionisti del settore, al fine di avere un panorama esaustiva delle opportunità esistenti.
 L’impresa ed il Credito
Nel complesso mondo della finanza d’impresa ci sono diverse operazioni di credito ed alcune di queste operazioni di credito rivolte alle imprese sono:
1) Apertura di credito in conto corrente
Questa è la forma più comune di fido bancarioperché rappresenta una riserva di disponibilità sul conto corrente dell’impresa da utilizzare solo per esigenze temporanee di liquidità, proprio per il rischio della revoca e dell'immediato rientro che lo contraddistingue. Un esempio è lo scoperto di conto corrente, che tra l’atro presenta tassi di interesse e spese accessorie generalmente molto elevate.
2) Linee di credito auto liquidanti
Rappresentano gli affidamenti a revoca che si chiudono con l'incasso di un credito.
Ricordiamo l’anticipo fatture e il salvo buon fine, che prevedono da parte della banca l'anticipazione di un credito commerciale dell’impresa, che verrà rimborsato con l'incasso del credito.
 3) Mutuo chirografario
Il mutuo chirografario a differenza del mutuo ipotecario non deve essere assistito dalla garanzia immobiliare. Si tratta di una tipologia di finanziamento a medio- lungo termine per l'acquisto di beni funzionali all'impresa e ad esso si ricorre usualmente quando il debito da contrarre risulta di media entità. Il mutuo chirografario, pur non dovendo essere assistito dalla garanzia ipotecaria, richiede altri tipi di garanzie (cambiarie, fideiussorie, pegno su titoli, ecc.).
4) Mutuo ipotecario
Il mutuo ipotecario è un finanziamento a medio-lungo termine, che viene concesso chiedendo come garanzia l’ipoteca sull’immobile ed è contratto normalmente per importi rilevanti.
5) Leasing
Il leasing consente all’Impresa di disporre da subito di un bene, mobile o immobile, senza dover immobilizzare la somma necessaria per l’acquisto, con il vantaggio di poter diluire i costi nel tempo ed avere una pianificazione finanziaria più flessibile.
6) Finanza Agevolata
La finanza Agevolata è l’insieme degli investimenti a favore delle imprese, che agevolano lo sviluppo di progetti in termini di copertura del fabbisogno finanziario, affiancando l’impresa durante tutte le fasi necessarie per l’ottenimento delle agevolazioni, siano esse comunitarie, nazionali o regionali.
Cosa è il tasso di interesse?
L'interesse è il prezzo dell'uso del capitale ottenuto in prestito dalle banche. Esso può essere semplice o composto.
Si definisce semplice quando, al termine di ogni peri odo, l’interesse non viene sommato al capitale per effettuare il calcolo dei nuovi interessi maturati.
Si definisce composto, quando alla fine di ogni periodo, l’interesse viene sommato al capitale per effettuare il calcolo dei nuovi interessi.
I tassi di interesse comunemente applicati sono fisso o variabile, ma recentemente si sono diffusi anche i mutui a tasso d'interesse misto:
tasso fissoquando non varia durante tutta la durata del prestito;
tasso variabilequando cambia in dipendenza dei tassi del mercato monetario o
finanziario (per esempio Libor, Euribor, ecc.);
tasso mistoquando durante il periodo di vita del prestito è possibile modificare, alle
scadenze e alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente
scegliendo tra tasso fisso e variabile.
Esistono poi ulteriori tipologie di tasso: il capped rate e il bilanciato:
capped rateè un prestito con tasso variabile, con un limite massimo predeterminato oltre il quale l'interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero superarlo;
bilanciato (o mix)è composto da una parte a tasso fisso e una variabile. La composizione tra le due parti può essere scelta tra diversi mix, a seconda del peso che si preferisce dare al tasso fisso rispetto a quello variabile.
Ai tassi di riferimento sopra individuati, le banche sommano una percentuale detta spread.
Come scegliere il tasso?
Il tasso fissoè adatto a coloro che:
- vogliono a monte sapere l’importo delle rate da pagare per tutta la durata del mutuo e pertanto l'ammontare complessivo del debito contratto;
- prevedono un aumento del costo del denaro.
Il tasso variabileè adatto a coloro che:
- prevedono un calo del costo del denaro;
- hanno un reddito medio-alto;
- sono propensi al rischio.
Il tasso mistoè adatto a coloro che:
- sottoscrivono il mutuo in un periodo di incertezza sull'andamento futuro dei tassi e preferiscono non prendere sin da subito una decisione definitiva sul tasso.
Il tasso cappedrate è adatto a coloro che:
- vogliono avere i vantaggi del tasso variabile, limitandone i rischi nel caso questo superasse un certo limite.
Il tasso bilanciatoè adatto a coloro che:
- hanno una maggiore conoscenza delle dinamiche dei tassi d'interesse e cercano di trovare il miglior equilibrio tra tasso fisso e variabile.
Cosa sono le rate?
Le rate rappresentano le parti in cui viene divisa la quantità di interessi e di capitale dovuta dal cliente alla banca. Esse possono essere mensili/trimestrali/semestrali.
Cosa è il piano di ammortamento?
Con piano di ammortamento si intende il piano di rimborso rateale del finanziamento. La quota da restituire è calcolata come somma del denaro ricevuto e degli interessi da pagare all'istituto di credito.
Cosa è il preammortamento?
Il preammortamento è un periodo del piano di rimborso, che prevede il pagamento di rate composte da soli interessi.
E’ possibile la restituzione anticipata del
finanziamento?
La restituzione anticipata del finanziamento è consentita e tutelata dalla legge.
Quali requisiti il richiedente deve
possedere per ottenere credito?
Il richiedente per avere accesso al credito deve dimostrare alla banca di essere in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito.
Pertanto, la banca valuterà in fase istruttoria la capacità di credito del richiedente e principalmente l’analisi del reddito presente e futuro del richiedente.
La banca deve stimare che il futuro cliente non si carichi di una rata troppo alta che il suo reddito non può sostenere.
Ecco in sintesi ciò che la banca valuta:
- il reddito netto del richiedente e dei suoi familiari (nucleo familiare) desunto dalla dichiarazione dei redditi;
- il patrimonio immobiliare del richiedente;
- La movimentazione bancaria;
- la presenza di garanzie supplementari prestate da terzi (fideiussione, pegno).
In generale le banche difficilmente concedono un mutuo che abbia una rata mensile superiore ad un terzo del reddito familiare netto mensile del richiedente. In altri termini la rata del mutuo non dovrà superare il 30-35% del reddito netto mensile complessivo dei richiedenti.
Quali sono le forme di garanzia richieste?
IPOTECA DEL BENE
L'ipoteca del bene costituisce una delle forme più efficaci di garanzia per la banca, in quanto in questo modo viene totalmente tutelata in caso di insolvenza del cliente. Infatti, attribuisce alla banca il diritto di espropriare il bene vincolato a garanzia del suo credito e  nel contempo di essere soddisfatta con preferenza sul prezzo ricavato. Oggetto dell'ipoteca sono di regola soltanto beni immobili. Le banche richiedono che l'iscrizione ipotecaria sia di primo grado e che avvenga inoltre per un valore superiore al finanziamento erogato (solitamente tra il 150% e il 200%, ma può avere anche un maggior valore). In tal modo l’ipoteca copre non solo il capitale, ma anche gli interessi nella misura concordata, gli eventuali interessi di mora, le spese giudiziali che la banca dovesse sostenere per il recupero di quanto dovuto, ecc.
 FIDEIUSSIONE E LE ALTRE GARANZIE
Esistono altre forme di garanzia a favore della banca (fideiussione, pegno, ecc.) per garantirla dal rischio di inadempimento.
Essa può essere rilasciata anche da un soggetto diverso dal mutuatario a garanzia dell'esatto contratto di quest'ultimo.
Fra le garanzie merita attenzione la fideiussione, che si ha quando una parte garantisce l'adempimento dell'obbligazione del mutuatario obbligandosi personalmente verso la banca.
Cosa sono gli interessi di mora?
Gli interessi di mora consentono di risarcire la banca per il danno derivante dal ritardato pagamento della rata da parte del cliente rispetto alla scadenza prefissata.
Gli interessi moratori sono generalmente convenzionali e stabiliti per iscritto. I tassi di mora vengono determinati in misura superiore al tasso pattuito per il finanziamento. La misura aggiuntiva oscilla tra il 2% e il 4%.
Il ritardato o il mancato pagamento della rata fa scattare l'applicazione degli interessi di mora e anche la risoluzione del contratto da parte della banca quando questo si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive.
Si ha ritardato pagamento quando una rata viene pagata tra il 30° ed il 180° giorno dalla scadenza della rata.
Che cosa è il tasso di usura?
La libertà contrattuale di fissare la misura degli interessi trova un limite oggettivo che è rappresentato dall’usura, termine in genere impiegato per designare un prestito di denaro ad alto interesse.
Al fine di porre un argine a questo fenomeno eticamente scorretto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica i dati inerenti alla rilevazione dei Tassi di Interesse Effettivi Globali Medi (TEGM) ai sensi della legge sull'usura. Questi tassi medi, come sopra rilevati, aumentati della metà, costituiscono il livello massimo oltre il quale si configura il reato di usura.

FARE IMPRESA CON LE START- UP INNOVATIVE

FARE IMPRESA CON LE START- UP INNOVATIVE

     
Start-up innovative:  requisiti e agevolazioni
La start-up innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale non sono quotate su un mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione.
Requisiti
Per qualificarsi come tale, la società deve vantare alcuni requisiticostituzione da non più di 48 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione (19 dicembre 2012); dal secondo anno di attività, registrare un totale della produzione annuo nell’ultimo bilancionon superiore a 5 milioni di euro; avere per oggetto sociale (esclusivo o prevalente) lo sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico; non essere stata costituita tramite fusione, scissione societaria o cessione d’azienda ovvero ramo di essa; avere sede legale di affari e interessi in Italia; non avere distribuito utili.
E’ richiesto inoltre almeno uno dei seguenti requisiti:
a) Spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del valore maggiore tra costo e valore della produzione della start-up innovativa; dal computo sono escluse le spese per acquisto e locazione immobili mentre rientrano quelle per lo sviluppo precompetitivo e competitivo (sperimentazione, prototipazione, sviluppo del business plan) e per servizi di incubazione, i costi lordi del personale interno e dei consulenti esterni impiegati in attività di R&S, le spese legali per la registrazione e protezione della proprietà intellettuale.
b) Impiego di dipendenti o collaboratori: in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva, di personale dottorando o dottore di ricerca presso università italiana o straniera o laureato con almeno 3 anni di attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero;
c) Privativa industriale relativa ad almeno: invenzione industriale o biotecnologica, topografia di prodotto a semiconduttori, nuova varietà vegetale (titolare o depositario); programma per elaboratore originario registrato presso il relativo Registro pubblico (titolare dei diritti) purché afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.
Agevolazioni
Per sostenere la costituzione e lo sviluppo delle start up innovative è prevista, tra l’altro, la riduzione di oneri per l’iscrizione al Registro delle imprese e l’esenzione del diritto annuale nonché incentivi fiscali per privati cittadini e aziende che investono in start-up innovative. Per quanto riguarda i rapporti di lavoro, le start-up innovative possono assumere personale con contratto a tempo determinato della durata compresa tra 6 e 36 mesi. Dopo il 36° mese, il contratto potrà essere rinnovato una sola volta per un massimo di 12 mesi, al termine dei quali il collaboratore potrà continuare a lavorare nella start up con un contratto a tempo indeterminato.
Registro Imprese
Per le start-up innovative è stata istituita una apposita sezione speciale a cui iscriversi presentando Comunicazione Unica al Registro Imprese. Al momento dell’iscrizione decorre la totale esenzione del pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo. Le informazioni comunicate dalla start-up devono essere aggiornate due volte l’anno: entro il 30 giugno ed entro il 31 dicembre. Inoltre l’impresa dovrà presentare una nuova autodichiarazione entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio. L’aggiornamento deve essere costante, pertanto deve avvenire anche nel caso non si hanno informazioni da aggiornare. L’iscrizione nella sezione speciale deve essere periodicamente verificata e confermata. Entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e, comunque, entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, il rappresentante legale della start up innovativa attesta il mantenimento del possesso dei requisiti previsti dalla normativa. La mancata presentazione della comunicazione ovvero la perdita dei requisiti comporta la cancellazione d’ufficio dalla sezione speciale.

AGEVOLAZIONI IMPRESE CON IL FONDO MICROCREDITO Campania

AGEVOLAZIONI IMPRESE CON IL FONDO MICROCREDITO Campania

     
Obiettivo
L’obiettivo prioritario dell’operazione è quello di rispondere alla difficoltà di accesso al credito da parte di alcune categorie “non bancabili” e in condizione di svantaggio nell’avvio di un’attività imprenditoriale. In particolare vengono individuati quali destinatari soggetti in condizione di svantaggio economico, sociale e occupazionale, giovani under 35, donne, immigrati, disoccupati, lavoratori in mobilità, in CIG ordinaria e straordinaria.
 Soggetti beneficiari
Le proposte potranno essere presentate da:
  1. Microimprese costituende o già costituite
  2. Imprese del terzo settore (associazioni riconosciute e cooperative scoiali), costituende o costituite
  3. Persone fisiche o titolari di ditte individuali
 Le imprese devono avere sede amministrativa, legale ed operativa in Campania.

Saranno ammissibili le domande presentate da imprese costituende o costituite composte da almeno un soggetto in possesso dei seguenti requisiti:

  • Disoccupati, inoccupati, inattivi, lavoratori in CIG, CIGS e mobilità, giovani “under 35”, donne, immigrati, disabili, studenti universitari, lavoratori svantaggiati.
Per le imprese già esistenti i requisiti si intenderanno soddisfatti anche nel caso di assunzione nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda di un lavoratore in possesso dei requisiti di cui sopra.
SPESE AMMISSIBILI
Sono considerate ammissibili al finanziamento:
-        le spese, strettamente inerenti il ciclo economico, per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature nuovi o usati;
-        le opere murarie necessarie all’adeguamento e messa a norma dei locali adibiti all’attività;
-        i beni immateriali ad utilità pluriennale, inclusi i diritti di brevetto, le licenze, i piani di sviluppo di impresa, i piani di marketing, i piani finalizzati  all’internazionalizzazione se connessi ad un piano di ampliamento della base produttiva;
-        le spese per l’ acquisto di materie prime, semilavorati, materiali di consumo e di scorte;
-        le spese per utenze e canoni di locazione degli immobili strumentali all’esercizio dell’attività;
-        le spese per l’aggiornamento dei software;
-        le spese per servizi di consulenza professionale (legale, tecnica,commerciale);
-        le spese per il personale qualora sulla risorsa non siano già stati concessi sgravi
            contributivi o incentivi all’assunzione
 Per le imprese già esistenti, le spese di cui sopra sono ammissibili se collegate ad un programma di ampliamento/espansione dell’attività imprenditoriale. Non è consentito l’acquisto di beni usati da privati.

L’acquisto di autovetture/automezzi è ammissibile limitatamente ai mezzi strettamente funzionali all’attività d’impresa.
 Casi di esclusione
Sono escluse le imprese operanti nei seguenti settori:
Pesca e acquacoltura , Industria carboniferaProduzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

· Attività riguardanti le lotterie, le scommesse i giochi (ATECO 2007 – Sezione R divisione 92)
· Attività di organizzazioni associative previste dall’ATECO 2007 Sezione S divisione 94
· Attività di costruzioni previste dall’ATECO 2007 Sezione F, con la sola eccezione della
divisione 43.2 e 43.3
· Attività immobiliari previste dall’ATECO 2007 Sezione L divisione 68
· Attività degli intermediari al commercio (ATECO 2007 – Sezione G divisione 46.1)
· Le imprese già costituite che abbiano ricevuto, nel triennio precedente, altro contributo
comunitario, nazionale o regionale pari a Euro 200.000,00.
 Settori di Attività Economica FINANZIABILI
Sono da considerarsi prioritarie le attività rientranti nelle seguenti categorie e per le quali è previsto un punteggio più elevato:
· servizi al turismo (servizi, ristorazione, alloggio);
· tutela dell’ambiente;
· servizi sociali alle persone;
· servizi culturali;
· ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
· risparmio energetico ed energie rinnovabili;
· manifatturiero;
· artigianato e valorizzazione di prodotti tipici locali;
· attività professionali in genere;
· commercio di prossimità
 Caratteristiche del Finanziamento
I finanziamenti saranno concessi nella forma di mutui chirografari con le seguenti caratteristiche:
Entità: minimo: Euro 5.000,00  //  massimo: Euro 25.000,00
Durata: 60 mesi
Tasso: 0%
Rimborso: in rate costanti posticipati mensili, con decorrenza sette mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.
Garanzie: nessuna garanzia reale, patrimoniale o finanziaria è richiesta al momento della presentazione della domanda.
Per le società di capitali (SPA o SRL) potranno essere richieste, prima della sottoscrizione del contratto, garanzie personali patrimoniali, reali o finanziarie nelle ipotesi in cui la quota di patrimonio netto libera da vincoli sia inferiore o al massimo uguale alla richiesta di finanziamento.
 PRESENTAZIONE DOMANDA
Le domande di accesso al Fondo MICROCREDITO FSE possono essere presentate a decorrere dal 16 dicembre 2013 e fino al 16 gennaio 2014.
Siccome sarà fatta una valutazione “a sportello” saranno finanziate le pratiche presentate prima e più velocemente.